quaderno di fabio

Appunti scritti “a mano”...

In pianura mi svegliano presto gli uccellini. Il loro canto entra dalla finestra con le prime luci e non c’è verso di restare a letto: la giornata comincia, che io lo voglia o no.

In montagna è il contrario. Lì a tenermi sotto le coperte è il silenzio, quello pieno, senza un suono che chiami. E allora resto a dormire, e mi sveglio quando mi pare.

Tornato dal sud-est asiatico. Singapore mi resta come una memoria che è già diventata leggenda privata.

Lombok è un appunto vibrante che si scrive ovunque vai. La salita al Rinjani, l'oceano del sud, i macachi ovunque – sui sentieri, sui muretti, davanti alle moschee, in groppa agli scooter. Non c'è un modo neutro di stare a Lombok: o ti adatta o ti respinge. A me ha adattato.

Singapore invece è l'opposto: una città-stato che funziona come una macchina svizzera, ma con un'umidità che ti ricorda dove sei. Camminare di notte dentro Gardens by the Bay mi è sembrata una cosa quasi finta, eppure non lo è. È solo che chi l'ha costruita era un funzionario molto ben pagato con un'idea precisa.

Oggi mi sono accorto che il mio homelab è cresciuto più della mia capacità di documentarlo.

Venti host, decine di servizi, e ogni volta che ne aggiungo uno mi tocca aprire dieci finestre per capire dov'è.

Forse la prossima cosa che faccio non è “aggiungere un servizio”, è scrivere il diagramma.

Dicono che gli inverni veneti siano umidi. È vero. Ma c'è una luce di febbraio, sopra i Colli Euganei al tramonto, che vale tutta l'umidità accumulata in tre mesi.

Non è una luce calda. È una luce esatta. Come se l'atmosfera fosse stata pulita con un panno.

Di sera tornavo a casa in bici, le mani gelate, e ringraziavo che ci fossero ancora i Colli al loro posto.

Qualche mese fa ho preso una decisione che, allora, aveva senso solo dentro a un futuro vago — un'ipotesi pigra, di quelle che nemmeno ti formuli ad alta voce.

Poi quel futuro si è presentato. Prima del previsto. E la decisione che mi sembrava un investimento in un'eventualità lontana si è rivelata l'unica cosa che serviva avere già pronta.

Strano: certe scelte si rivelano lungimiranti senza che tu sappia, nel momento in cui le fai, di che lungimiranza si tratti.

Gennaio è il mese delle promesse, ma anche delle micro-iperboli. Quest'anno mi sono ripromesso solo una cosa: smettere di pianificare cose che durano più di un fine settimana.

Il resto si sistema, o non si sistema, e va bene comunque.

Ho spostato temporiti.xyz da WriteFreely a Ghost. WriteFreely è rimasto, sotto quaderno.temporiti.xyz. Lo uso come quaderno: testo, niente di più.

Mi piace l'idea che certi posti del web debbano restare scritti “a mano”. Non perché tutto debba esserlo. Ma perché qualcosa, sì.